post-title Intervista a Stefania Ficacci http://www.gufolab.it/wp-content/uploads/2017/01/logo90AnniTorPignattara.jpg 2017-01-08 19:48:50 yes no Inserito da Categorie: Arte, Design, Senza categoria, Storia

Intervista a Stefania Ficacci

Inserito da Categorie: Arte, Design, Senza categoria, Storia
Intervista a Stefania Ficacci

Intervista a Stefania Ficacci

Stefania ficacci la coordinatrice della Scuola Popolare di Tor Pignattara e una dei promotori del progetto per i 90 anni di Tor Pignattara, in una breve intervista ci spiega in che cosa consiste e perché è nato il Progetto 90 volte Tor Pignattara

Come sono state scelti gli eventi che compongono il progetto per festeggiare i 90 anni del quartiere Tor Pignattara di Roma? La lista degli eventi è completa o ancora ‘in fieri’? Cos’altro possiamo aspettarci oltre agli eventi segnalati sul sito ufficiale www.90voltetorpigna.it?

Tor Pignattara è un quartiere storico della città, ovvero ne è parte integrante da più di 90 anni, ma è nel 1927 che un atto amministrativo ne segna di fatto il riconoscimento nei confini del comune chiuso di Roma. Da vecchia stazione di posta e sanitaria di fine Ottocento, Tor Pignattara diventava a tutti gli effetti un area della città, per nulla marginale, anche e soprattutto per la storia del Novecento della Capitale. Per questo abbiamo pensato di lanciare un progetto open source, al quale invitare i cittadini che vivono e lavorano a Tor Pignattara di farsi partecipi di questa ricorrenza attraverso iniziative culturali e sociali nelle quali far emergere il tessuto connettivo e caratterizzante il quartiere: il senso di comunità, i valori democratici e inclusivi, le energie creative delle centinaia di realtà associative presenti. In questo modo vorremmo che tutta la città venga a Tor Pignattara, per conoscere il patrimonio culturale e sociale del quartiere e rompere anche quella narrazione mediatica del tutto fuorviante che troppo spesso dipinge questa parte della città con tinte che non le appartengono.

Cosa dobbiamo aspettarci quindi è una domanda che, più che a noi organizzatori, va rivolta alle associazioni che desiderano costruire con noi un programma denso di senso di comunità. Ci piacerebbe che ogni giorno tutta Roma potesse aprire il calendario e dire: “Che fanno a Tor Pigna oggi? Quasi quasi ci vado!” Quale’è secondo lei il valore e il fascino antropologico di un quartiere come Tor Pignattara?

Mi permetta di ragionare solo un momento da studiosa. Tor Pignattara è uno degli oggetti di studio più appassionanti che un ricercatore di “carne umana”, come definiva Marc Bloch gli storici (ma possiamo dire di tutti coloro che si occupano di scienze umane), possa incontrare sulla propria strada professionale. Se non la conosci devi andarla a cercare. E’ un quartiere limpido, che mostra le sue contraddizioni, i suoi difetti, i suoi pregi senza nascondere mai nulla. Se percorri via di Tor Pignattara da piazza della Marranella a Via degli Angeli incontri categorie umane e sociali di ogni tipo, come se attraversassi un museo di vite che nessuno si è mai preso la briga di mettere in ordine. A volte può persino imbarazzare chi lo vive o chi vi entra per la prima volta, ma Tor Pignattara è così. Incuriosisce chi passa, indigna e strugge d’amore chi ci vive, ammalia chi vuole raccontarla. Tor Pignattara è un quartiere che devi vivere per capire che cosa ami e cosa detesti delle sue strade, dei suoi negozi, dei suoi abitanti. E, mi lasci dire, Tor Pignattara è un quartiere che si declina al femminile – anche il toponimo richiama il genere femminile dopotutto – perchè sono soprattutto le donne che organizzano la vita culturale sociale del quartiere.

Tra gli eventi anche la presentazione di un fumetto frutto di un workshop, ci regala qualche anticipazione a riguardo?

Per quanto riguarda Giordano Sangalli, il progetto didattico-artistico nasce grazie all’incontro fra la Scuola Popolare di Tor Pignattara e il fumettista Alessio Spataro. Desideravamo dare un volto a un giovane del quartiere ucciso dall’esercito nazifascista sul Monte Tancia, sulle montagne di Leonessa, nell’aprile del 1944. Un nome che è rimasto nella comunità grazie prima a un campo sportivo e poi al parco dell’Acquedotto Alessandrino, a lui intitolato. Proprio il parco è ormai da anni un esempio virtuoso di resistenza civile del quartiere al degrado e alla cattiva amministrazione. Giordano non ha un volto, per questo abbiamo chiesto ad Alessio Spataro di aiutarci ad individuare un giovane fumettista che potesse darglielo, raccontandone la storia. Vi aspettiamo il 7 aprile alla mostra e alla presentazione del libro, per scoprirlo insieme.

Quali ‘aiuti’ ricevete dalle istituzioni e quanto queste sono presenti nella vita socio-culturale del quartiere?

Mi lasci rispondere confidando un desiderio: vorrei che questo anniversario sia uno strumento per inaugurare un nuovo senso di marcia nel dialogo fra cittadini e amministrazione municipale sul tema della cultura e del sociale e che si ponga finalmente in valore il patrimonio culturale di questo territorio. Nel 2016 abbiamo vissuto un cambiamento politico e di gestione nel nostro municipio, come in Campidoglio, quindi siamo di fronte a possibilità che vanno colte attraverso un dialogo costante fra cittadinanza e amministrazione. Ci auguriamo di vedersi rafforzare questo dialogo nel corso del 2017 e che l’anniversario possa essere soprattutto un momento di riflessione e di progettazione futura.


Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *